Questo spazio è il mio primo spazio fisico in città. Uno spazio multifunzione: studio di progettazione, atelier creativo, show room, spazio d'arte. Non è un esempio e non è un allestimento. È il risultato del modo in cui lavoro.
Ho iniziato dagli obiettivi. Non estetici. Funzionali e percettivi.
Volevo creare un luogo capace di generare accoglienza, curiosità, fiducia.
Uno spazio che non imponesse, ma che abbassasse le difese.
Poi ho ascoltato lo spazio: le proporzioni, le altezze, i limiti.
Non ho corretto i difetti. Li ho usati.: ogni vincolo è diventato una direzione.
Ho osservato il contesto: la strada, il passaggio, la luce che entra.
Cosa lasciare entrare e cosa filtrare.
Ho seguito la luce naturale, il suo movimento durante il giorno, le variazioni, le soglie, e ho costruito il progetto intorno a questo ritmo.
Solo dopo ho disposto funzioni e arredi.
Non per riempire, ma per dare assetto. Ogni elemento è qui per una ragione:
attivare, sostenere, orientare.
Questo spazio mi rappresenta, ma non parla solo di me.
È pensato come un’antenna potente, capace di ricevere le richieste, e di trasmettere una cosa molto precisa: che è possibile trasformare uno spazio qualsiasi in uno spazio speciale. Il tuo.
