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Ad Ostia uno spazio multi-funzione in 50mq.

DESCRIZIONE TECNICA DEL PROGETTO

Lo spazio nasce come un ambiente non neutro, con vincoli evidenti che ne condizionavano la percezione e l’utilizzo.

Il primo elemento critico era il pavimento:

in ceramica smaltata, con rotture e sostituzioni non perfettamente coerenti nel colore, e con possibili problemi di stabilità del massetto sottostante.

La realizzazione di una superficie continua avrebbe richiesto un intervento invasivo, con costi elevati e senza garanzie di tenuta nel tempo.

La scelta progettuale è stata quindi di non correggere il pavimento, ma di assorbirlo nel sistema.

CRITICITÀ PRINCIPALI

1. **Illuminazione a soffitto**

Tre file longitudinali di grandi spot percorrevano l’intero ambiente (circa 8 metri), generando:

* luce eccessiva e non calibrata

* affaticamento visivo

* forte disordine percettivo nella parte alta dello spazio

2. **Geometria del locale**

Uno spazio non regolare, assimilabile a un trapezio scaleno, privo di un orientamento chiaro.

3. **Contrasto cromatico rigido**

Pareti e soffitto in bianco ottico, in forte dissonanza con il tono caldo rosato del pavimento.

STRATEGIA PROGETTUALE

L’intervento non è stato correttivo, ma **di ricalibrazione dell’assetto**.

1. NUOVO CONTROSOFFITTO – “VELA SOSPESA”

È stato progettato un nuovo controsoffitto indipendente,

ancorato alla travatura in acciaio esistente senza rimuovere quello originario.

* forma: doppio trapezio (una clessidra geometrica)

* distacco: circa 10 cm dal piano superiore

* effetto: elemento sospeso, percepito come leggero e dinamico

Il perimetro ospita una linea LED continua nascosta, a luce calda (3000K), che:

* elimina la frammentazione luminosa precedente

* restituisce una luce diffusa, morbida e calibrata

Questo intervento ha:

* ridato ordine visivo alla quota alta

* introdotto un movimento coerente con la geometria irregolare dello spazio

* creato una nuova gerarchia volumetrica

I riferimenti progettuali includono:

* architetture balneari degli anni ’50 (area di Ostia)

* l’approccio di Gio Ponti alla leggerezza strutturale e al rapporto tra superficie e luce

2. SISTEMA CROMATICO

Per integrare il pavimento, si è lavorato per continuità e non per contrasto.

Il colore dominante – un rosa terracotta chiaro –

sale sulle pareti perimetrali e sulla vela sospesa.

La superficie superiore viene trattata con un blu carta da zucchero intenso, che:

* incornicia la vela

* ne enfatizza la sospensione

* introduce profondità visiva

La vela è decorata con un motivo di righe diagonali lucide e opache, che:

* modulano la luce naturale

* generano riflessi variabili durante il giorno

* evocano sistemi filtranti (pergolati, coperture leggere)

3. LUCE NATURALE

Il progetto è costruito seguendo il movimento della luce.

Non è stata contrastata, ma:

* osservata nelle sue variazioni

* accompagnata attraverso superfici riflettenti e assorbenti

* trasformata in elemento dinamico dello spazio

4. ARREDI E MATERIA

Gli arredi sono prevalentemente di recupero:

* restaurati

* trasformati

* reinseriti in un sistema coerente

Dialogano con:

* elementi di art-design

* ceramiche originali

Non sono decorazione, ma presenze attive.

5. ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE

Lo spazio è multi-funzione:

* studio di progettazione

* atelier

* showroom

* spazio espositivo

La distinzione non è rigida, ma affidata a:

* layout degli arredi

* distribuzione della luce

* segni luminosi (lampade Pianeti, di progettazione propria.

Non è un allestimento. È la dimostrazione di un metodo.